La Direttiva MIFID

La Direttiva MIFID, (Markets in Financial Instruments Directive), è un vero e proprio codice di garanzie per i consumatori. Entrata in vigore il primo novembre 2007, in Italia e in altri 26 Paesi dell’Unione Europea, la Mifid - Markets in Financial Instruments Directive (Direttiva sui Mercati di Strumenti Finanziari) configura una normativa complessa, e altrettanto lo sono i regolamenti emanati dalle autorità di vigilanza, Banca d’Italia e Consob.

Le novità più importanti sono, almeno per quanto riguarda il rapporto fra i risparmiatori privati (i più tutelati dalla direttiva, che li distingue espressamente da investitori qualificati e istituzionali) e banche, Sim, Sgr, le seguenti:

La nuova classificazione della clientela
La MIFID individua tre tipi di clienti: controparti qualificate, clientela professionale e clientela al dettaglio o "retail".
Le regole di condotta a carico degli intermediari sono diverse a seconda del tipo di cliente, con la maggior tutela prevista quando si tratta di privati.
La clientela sarà quindi suddivisa in tre categorie, a seconda della protezione da applicare loro:
a) controparti qualificate (i cosiddetti clienti istituzionali, ai quali non si applica la "best execution", ovvero l'obbligo dell'intermediario di fornire la migliore negoziazione possibile);
b) clienti professionali (avranno una tutela ridotta rispetto agli obblighi previsti per la prestazione di servizi di investimento);
c) clienti al dettaglio (avranno la massima garanzia prevista dalla MIFID).

La “best execution”
È l'obbligo, per le imprese d'investimento, di eseguire le negoziazioni per conto del cliente alle migliori condizioni possibili. Per tutte le tipologie di strumenti finanziari, l’intermediario deve garantire al cliente il raggiungimento del miglior risultato possibile dal punto di vista per esempio del prezzo, dei costi, della rapidità. Caso per caso dovrà quindi scegliere anche la sede in cui eseguire l’ordine: dai mercati regolamentati ai sistemi multilaterali, e così via. E successivamente dovrà essere in grado di dimostrare al cliente di aver ottenuto il migliore risultato possibile. Ogni intermediario dovrà quindi dotarsi di una propria “Best execution policy”, una strategia che consenta il raggiungimento di questo obiettivo.

L’execution only
Quando si tratta di strumenti finanziari “non complessi”, tuttavia, è possibile ricorrere a una nuova modalità di negoziazione, la execution only, in base alla quale l’intermediario non è tenuto a fornire informazioni ai clienti, né alla “profilatura”, ma si limita a eseguire l’ordine.

Conflitto d'interessi

Secondo questa normativa, gli intermediari finanziari, saranno obbligati ad adottare ogni misura idonea a garantire le migliori performance possibili alla clientela, anche a costo di rimetterci. Vi sarà, inoltre, più trasparenza. Il collocamento, la raccolta ordini e la negoziazione consteranno di informazioni meno complete e richiederanno il meno stringente criterio dell'appropriatezza. Resta fuori dal provvedimento l'execution only.

La "profilatura"

È un'altra delle novità (relative, peraltro, perché in Italia già esiste una procedura di questo genere) per i risparmiatori: attraverso questionari l’intermediario si informa del profilo di rischio del cliente, dei suoi obiettivi e della sua conoscenza degli strumenti finanziari. Vale sempre la pena di compilarli con attenzione perché da questi può dipendere la possibilità di far valere le proprie ragionei: l'investitore che dice di essere disposto ad assumere rischi anche elevati, o di conoscere strumenti complessi come i derivati o i fondi hedge non potrà poi lamentarsi in caso di perdite gravi.

L’attività di consulenza

Con la direttiva nasce un nuovo servizio di investimento, la consulenza, che diventa un'attività indipendente e non strumentale alla fornitura di altri servizi d'investimento. In pratica potrà nascere anche in Italia la figura del consulente finanziario indipendente, un professionista che non ha l’obiettivo di vendere servizi o prodotti di investimento, ma esclusivamente di aiutare il cliente nelle sue scelte finanziarie. Infatti, è stata introdotta la possibilità, per le persone fisiche, di prestare servizi di consulenza finanziaria, dopo che questi si siano iscritti ad un albo redatto e tenuto da un organismo di tutela e controllo, appositamente costituito, che avrà, fra le altre cose, il potere di sospendere o addirittura radiare chi commette gravi infrazioni.

Vigilanza
Individuate nuove modalità di collaborazione tra le autorità. Sarà, inoltre, fatto valere il protocollo d'intesa che regola, coordina e chiarisce i compiti di vigilanza spettanti a ciascuna autorità in base al criterio della prevalenza delle funzioni.

Finisce la concentrazione degli scambi
Una conseguenza di questa norma è l’eliminazione dell'obbligo di concentrazione degli scambi sui mercati regolamentati. Le reti UniCredit e Intesa Sanpaolo, per esempio, hanno già deciso di inserire Tlx (la “Società-Mercato”, controllata dagli stessi gruppi, per la negoziazione di strumenti finanziari) nella propria execution policy come sistema di negoziazione di riferimento per tutti i titoli negoziati sulla stessa, vale a dire circa 2700 titoli.

I conflitti di interesse
È previsto un rafforzamento delle regole interne per prevenire i conflitti, attraverso la realizzazione di una politica aziendale di gestione, da comunicare ai clienti. In presenza di potenziali conflitti di interessi a carico dell’intermediario, la Mifid prevede tuttavia solamente l’obbligo di informarne chiaramente i clienti. È poi responsabilità del cliente decidere se accettare o no l’offerta dei servizi di investimento dell’intermediario.

Informazioni sugli incentivi
Gli intermediari sono obbligati a comunicare alla clientela gli incentivi percepiti da controparti terze; devono inoltre dimostrare che questi non danneggiano la qualità del servizio ma hanno, al contrario, l’obiettivo di accrescerla.

Arrivano gli stranieri?

La vigilanza sulle imprese che prestano servizi finanziari in altre nazioni della Ue è esercitata dalle Autorithy del Paese d'origine. Non ci saranno quindi ostacoli, per società straniere, alla vendita dei loro prodotti e servizi in Italia. Con tutte le difficoltà che, per un investitore privato, può comportare l'avere a che fare con prodotti nuovi e diversi, provenienti da mercati finanziari più evoluti del nostro.

La Direttiva MIFID - Markets in Financial Instruments Directive
» BBAN IBAN BIC
Regole e suggerimenti pratici per investire
Fondi comuni
Obbligazioni
Borsa
Polizze assicurative
Gestioni patrimoniali
ETF
eBook di Analisi Tecnica Trading - Forex! Gratis!
Corso di Analisi Tecnica
Corso di Finanza Comportamentale
© Copyright 2010 Educazione Finanziaria.it - Contatti - Disclaimer