Assegni e contanti: si torna
indietro
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Le norme antiriciclaggio che hanno rivoluzionato
le modalità di pagamento con assegni e contanti vanno
in soffitta.
Poche settimane dopo la loro introduzione (per
approfondimenti vedi: la
situazione dopo il 30 aprile 2008) il nuovo governo
ha deciso di innestare la marcia indietro.
Torna la vecchia soglia dei 12.500 euro sugli assegni
liberi, mentre restano immutate le misure per i versamenti
e i prelievi presso i money transfer.
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Le novità
Così, torna la possibilità di effettuare pagamenti
o con titoli trasferibili fino a 12.500 euro, anziché 5mila
euro. E chi gira un assegno libero non deve più inserire
il proprio codice fiscale nella girata. Le norme che fissavano regole
più stringenti per rendere più facilmente tracciabili
i pagamenti e ridurre il rischio di riciclaggio di denaro illecito
hanno quindi avuto vita breve. Predisposte con il decreto legislativo
231/07, sono diventate operative il 30 aprile scorso, per essere
sconfessate dal decreto legge 112/08, in vigore da mercoledì
25 giugno.
Cosa succede ora?
Chi in questi mesi ha continuato a utilizzare i vecchi modelli trasferibili
non incorre in sanzioni. Il ministero dell’Economia ha assicurato
che saranno cancellati i procedimenti sanzionatori aperti contro
chi ha violato le norme ormai decadute. Con le nuove regole, torna
dunque la possibilità di emettere assegni bancari, postali
e circolari trasferibili fino a un massimo di 12.500 euro. La stessa
soglia è fissata per gli assegni non trasferibili, che possono
essere incassati dal beneficiario brevi manu o per il tramite della
banca. Il decreto legge approvato dall’Esecutivo abolisce,
inoltre, l’obbligo a carico del girante di inserire il proprio
codice fiscale nella girata degli assegni trasferibili.
Immutato il regime per le banche
La normativa abolita prevedeva che i carnet emessi dopo
il 30 aprile contenessero già la voce “non trasferibile”.
Questa parte del provvedimento resta confermata. Se il clienti chiede
titoli liberi, è tenuto a fare una richiesta scritta e pagare
il bollo di 1,5 euro per ogni modulo. Confermati anche i limiti
più restrittivi destinati al circuito dei Money transfer:
possono veicolare solo somme sotto i 2mila euro. La soglia sale
a 5mila euro se chi ordina l'operazione ne prova la congruità
rispetto alle sue condizioni economiche. L’obiettivo di questa
misura è contrastare le transazioni illecite su scala internazionale
che si svolgono attraverso mediatori tracciabili con maggiore difficoltà
rispetto agli istituti di credito.
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